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In memoria di Francesco Azzolari

Sta per tornare l'evento dedicato a Massimiliano Capuzzoni, giovane militante della serie A che Rugby Milano ricorda con oroglio e affetto. Sarà un'occasione per ricordare anche Francesco Azzolari, colonna portante del Centro Sportivo Curioni.

Francesco Azzolari ci ha lasciati due anni fa. Sembra ieri, anche perché la memoria dei suoi gesti, dei suoi slanci, della sua voce, è viva, forte quanto la nostalgia.

Azzolari è stato per decenni una vera colonna dell'AS Rugby Milano. Una figura di riferimento per il club, nel quale ha investito tempo, pazienza ed energia. Era un ex dirigente di azienda e quel fare dinamico, decisionista, persino ruvido a prima vista, l'ha trasferito nella nostra famiglia con una passione instancabile. Nel rugby, che ha conosciuto attraverso il figlio Sergio, giovanissimo giocatore, ha ricoperto importanti ruoli direttivi, come presidente del Comitato Lombardo, come consigliere federale, senza mai trascurare l'ASR Milano, considerata come una amatissima seconda casa. Letteramente visto che, una volta raggiunta la pensione, ha lavorato per il club giorno dopo giorno, come consigliere, come naturale dirigente, come responsabile di molte iniziative. Fondamentale nel momento della nostra prima casa, il Centro G.B. Curioni, una impresa che a tutti noi sembrava titanica, che lui ha portato avanti sovraintendendo la logistica, l'organizzazione e la gestione del club. Si arrabbiava, si batteva, si spendeva con una onestà intellettuale manifesta. Grazie a lui una quantità di problemi sono stati risolti, una serie di nodi sono stati sciolti. Presente sempre, tifoso di ogni singolo ragazzo in maglia biancorossa, senza a darlo a vedere. Davvero un buon esempio, un "volontario" esemplare. Convinto che A.S. Rugby Milano fosse la casa di ciascun tesserato, a cominciare da se stesso. Per questo, è grande il vuoto, la memoria è colma.

Grazie Francesco. Grazie sempre.

Qui sotto, le parole del Presidente Stefano Baia Curioni

Francesco Azzolari ha lasciato il campo due anni fa. E' stato uno degli uomini, con mio padre, Sergio Franceschi, Ezio Cozzaglio, che ha dato di più al progetto dell'ASR Milano. Tempo, tanto, attenzione, pensieri, premure. Francesco è parte di quel gruppo, piccolo, senza il quale Asr non avrebbe potuto esistere e avere un ruolo nelle vite di molti. Duro e premuroso. Capace di custodire amicizie. Non concedeva il suo rispetto facilmente. Si prendeva responsabilità importanti e pretendeva dedizione. Profondamente integro ha testimoniato e costruito l'ambiente che oggi amiamo. Negli anni in cui la malattia ha indebolito mio padre Francesco Azzolari ha tenuto in piedi l'Asr con Sergio Franceschi, Sergio Carnovali ed Enzo Dornetti. Sempre mantenendo il timone nella direzione in cui sentiva di dovere fedeltà: la costruzione di un club di amici.

Questo gli dobbiamo. E ricordarlo significa dare forma ad una festa. Ma soprattutto significa confermare in concreto l'impegno, con le nostre azioni. Francesco ci manchi e nello stesso tempo resti con noi e noi con te.   

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